
DESCRIZIONE | Viene rappresentata una figura di profilo che sembra stia camminando. Forse in origine teneva qualcosa nella mano sinistra che è aperta e distanziata dal corpo. |
PAROLE CHIAVE | COGNITIO |
ICONCLASS | 52A5 |
MOTTO | “MAXIMA PERFECTIO SUAE IMPERFECTIONIS COGNITIO” |
TRADUZIONE MOTTO | La massima perfezione sta nella conoscenza della propria imperfezione. |
FONTE
MOTTO |
San Girolamo, Epistola Ad Theodorus. Si trova come: Haec est in omnibus perfectio, suae imperfectionis cognitio. |
COMMENTO
MOTTO |
La consapevolezza di essere imperfetto rende l’uomo “perfetto” perché si rende conto della sua vera condizione. |
IDENTIFICAZIONE
SOGGETTO |
L’identificazione del soggetto di questa allegoria si basa sul concetto di consapevolezza e cognizione esplicitata dalla sentenza latina che accompagna l’affresco. La Cognizione è descritta e rappresentata anche nell’Iconologia di Cesare Ripa, in particolare, si può trovare un collegamento nell’edizione del 1643.
Ulteriori ipotesi: Volontà e TeoriaSu questa allegoria possono essere avanzate due ulteriori ipotesi basate sempre sull’Iconologia (1625) di Cesare Ripa: la Volontà e la Theoria. |
FONTI | – |
LINK | Cognizione nell’Iconologia di Ripa; Volontà nell’Iconologia di Ripa; Theoria nell’Iconologia di Ripa |